Studi clinici hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra malattia parodontale e il rischio di nascite premature e di peso inferiore alla media.

Le donne in gravidanza sanno ormai quanto il loro grado di salute generale sia di fondamentale importanza per lo stato generale del feto, ma alcune forse non sanno come le parodontopatie siano in grado di alterare la salute sistemica, influendo così anche sulla salute del feto.

Questa correlazione iniziò ad avere i suoi primi fondamenti in ambito medico già nel ‘700 quando si curava il cosidetto “mal di denti in gravidanza” e a seguire nell’800 quando si cercava di studiare uno stato definito “iperplasia gengivale da donna in gravidanza”.

Una percentuale molto elevata di donne in gestazione è colpita da gengivite, di intensità variabile, che è molto probabilmente correlata alle condizioni delle gengive precedenti il periodo di gravidanza e all’abbassamento delle difese immunitarie.

I tessuti infiammati possono progredire verso un’iperplasia (crescita di volume) gengivale e portare conseguenze quali sanguinamento, dolore, formazione o aumento di profondità di tasche (spazio patologico tra gengiva e dente) e mobilità degli elementi dentari.

Le zone della cavità orale più colpite e a rischio sono quelle anteriori, in particolare negli spazi interprossimali. L’insorgenza di lesioni parodontali è frequente durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza.

Sembra che l’associazione tra stato di gravidanza e infiammazioni gengivali possa determinare un aumento della placca e della consistenza di quest’ultima. L’estradiolo e il progesterone (ormoni femminili), il cui livello può aumentare rispetto al ciclo mestruale, sono fattori di crescita per alcuni batteri in grado di alterare la salute gengivale.

A conferma di ciò, si è riscontrato che dopo tre mesi dal parto, quando gli ormoni si normalizzano, si osserva una remissione della gengivite.

Studi clinici hanno misurato la profondità delle tasche gengivali in madri di bambini di peso normale e in madri di bambini nati sottopeso e sono giunti alla conclusione che ci sia la possibilità che l’infezione si trasmetta al tratto genitale ed urinario condizionando l’esito della gravidanza. Un elevato livello di tossine prodotte dai batteri e la mediazione di prostaglandine e interleuchina, molecole prodotte dalla madre durante il processo di infiammazione, potrebbe costituire un insulto sufficiente a stimolare l’evento di un parto pretermine (circa 37 giorni prima).

Si evidenzia quanto siano importanti sempre e prima del periodo di gestazione visite diagnostiche odontoiatriche, sedute di igiene orale professionale e una corretta igiene orale domiciliare. Per qualsiasi informazione si consiglia di rivolgersi al proprio dentista e alla propria igienista dentale che certamente sapranno darvi tutto il supporto necessario.

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